Recensione: Takahashi Chikuzan – Tsugaru-Shamisen ~ Kettei-ban

Quest’oggi cultisti parleremo di un genere nuovo alle pagine di culto underground lo Tsugaru-jamisen, ossia una variazione del shamisen (lo strumento musicale che da il nome al genere) che fa parte della musica tradizionale giapponese ed in questo caso parleremo di uno dei suoi più riconosciuti esponenti Takahashi Chikuzan.

 

L’artista

Takahashi Chikuzan ( Takahashi Sadazo 1910 – 1998) nasce a Kominato un villaggio della prefettura Aomori, perde la vista all’età di due anni e diventa un apprendista presso un musicista specializzato nello Tsugaru-Jamisen. Passa diversi anni della sua vita come musicista di strada, fino a che dopo la Seconda Guerra Mondiale la sua fama cresce ed inizia ad accompagnare artisti più famosi, fino al crearsi di una fama propria e all’incisione di dischi, tra cui quello proposto oggi.

 

L’opera

L’album di cui andremo a parlare oggi esce nel 1973 e racchiude quindici pezzi che trasudano virtuosismo da ogni poro, Tsugaru-Shamisen ~ Kettei-ban è un disco particolare, come ogni buon disco di musica tradizionale/folkloristica riesce immediatamente a portare la mente dell’ascoltatore verso il suo luogo d’origine, a fargli sentire una nostalgia non sua, la calma di chi è a casa, e al contempo c’è anche un senso di alienazione, di distanza, un sottotono incomprensibile, un giro di note straniero, l’esperienza dell’ascolto che diventa esplorazione della cultura. Tuttavia questo disco non è solamente un viaggio musicale, l’esecuzione dei pezzi, come detto prima, virtuosa ci porta anche a godere della bravura di Chikuzan. I pezzi, eseguiti alla perfezione, mostrano al contempo lo stato emotivo dell’esecutore, la calma tecnica che cresce in rabbia e che poi collassa in placida apatia, così come i toni austeri che divengono festosi non ci vengono presentati solo dal tono delle canzoni, ma soprattutto dall’esecuzione dell’artista, dal battere tal volta violento, tal volta studiato del plettro, un’interpretazione emozionale che non può non essere notata.

 

Conclusioni

E tal volta difficile cercare nella musica folkloristica singoli artisti da ascoltare, spesso e volentieri il mercato consumistico ci porta a comprare compilation tematiche, tal volta prive addirittura dei compositori dei pezzi. Con questa recensione come si può notare non ho approfondito le tematiche del genere o i suoi aspetti tecnici (come ad esempio il fatto che lo Tsugaru-jamisen è suonato in triple-time o l’origine del genere) proprio perché se è vero che su internet è facile trovare informazioni su qualasiasi cosa, è anche vero che il genere folkloristico negli ultimi trent’anni ha perso molta della sua attrattiva in favore di altri generi, e trovare ed ascoltare dischi di artisti stranieri può risultare un’impresa di questi tempi. Sia per questo, che per le ragioni già spiegate nella recensione, consiglio ampiamente l’ascolto di questo disco, uno dei più semplici da trovare dell’artista, a chiunque voglia avvicinarsi all’universo musicale giapponese.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!