Recensione: Tom Waits – Small Change

Bentornati cari cultisti a una nuova recensione di Culto Underground! Oggi voglio parlarvi di un autore che gli amanti della musica conoscono di sicuro ma che voglio annoverare tra quelli di culto! Sto parlando di Tom Waits!

L’autore
Nato in California nel Dicembre del 1949 da una famiglia di sangue misto scozzese, irlandese e norvegese. Dopo il divorzio del genitori fin dalla giovane età si interessa di musica jazz e impara a suonare il pianforte, accompagnando questa passione con quella per la letteratura beat. A 14 anni si esibisce per la prima volta sul palco ottendendo un discreto successo che lo convince ad aumentare la sua attività musicale. La svolta avviene nel 1971 quando, dopo un esibizione al nighclub Troubadour di Los Angeles, viene scoperto e ingaggiato da Herb Cohen. Due anni dopo esce il bellissimo disco d’esordio, Closing Times, primo tassello di una discografia che ormai vanta 18 dischi. Il suo stile di vita diventa segnato dall’eccesso, dal bere whisky e fumando sigarette, motivo che lo porta ad avere la voce roca che tutt’ora contraddistingue i suoi dischi. Negli anni ’80 conosce e sposa Kathleen Brennan con cui avrà tre figli. La sua carrierà sarà contraddistinta da cambiamenti musicali passando dalle sonorità blues a quelle jazz fino ad arrivare allo stile piuttosto sperimentale che tutt’oggi lo rende particolare e diverso dagli altri.

Il disco

Small Change è il quarto disco di Tom Waits e quello che, a mio avviso, fa da inizio al secondo periodo di attività del poliedrico artista. La voce non è più pulita come nei primi dischi ma inizia ad essere grezza e grave, come poi resterà per tutti i dischi successivi. Il disco unisce toni tristi a toni più spensierati in melodie dove la fusione di pianoforte, sax e contrabbasso si uniscono divinamente. I temi sono vari ma riguardano in generale il clima di generale tristezza, desolazione e alcolismo dell’america di periferia degli anni ’70. Il disco inizia con quella che, a mio avviso, è la miglior traccia del disco “Tom Traubert’s Blues (Four Sheets to the Wind in Copenhagen)”. Traccia triste sulla guerra che ci travolge facendoci provare un senso di malinconica empatia con il protagonista del pezzo. Le atmosfere poi si rallegrano immediatamente con la traccia successiva Step Right Up, traccia movimentata gettata sulla componente jazz con un goccio di swing. Il resto del disco sarà un alternarsi di toni malinconici e più allegrotti esattamente come è altalenante l’umore di un ubriaco, magari solo in una bettola a pensare ai fatti suoi. Tom Waits unisce questi cambiamenti musicali in modo magistrale. Cosi alla fine noi siamo con lui in quel bar e noi stiamo vivendo l’intensita delle esperienze raccontate dalla sua voce calda e profonda.

Conclusioni

Small Change è uno dei disci che preferisco della discografia di Tom Waits. Un disco ottimo senza sbavature capace di trasportarti dall’inizio alla fine. Punto di forza è l’intensità del disco che ci trasporta nel mondo di bettole senza e alcool che sono ispirazione all’intero disco. Un disco da consigliare assolutamente a tutti, con il consiglio supplementare di ascoltare e approfondire Tom Waits. Scoprirete cosi le varie inflessioni del suo lavoro e la varietà che si cela dietro ogni disco. Un orecchio particolare datelo a Small Change, sicuramente uno dei dischi migliori della sua produzione e uno dei miei preferiti.

Voto: 8,5 / 10

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari