Recensione: Tomie – Junji Ito

Junji Ito

junji ito
Junji Ito con il suo gatto ‘demoniaco’ a cui a dedicato una serie comica.

Il mangaka nasce nella prefettura di Gifu nel 1963 in Giappone. Inizia la sua carriera come disegnatore come hobby ispirato dai disegni delle sue sorelle maggiori e nel 1987 riceve una menzione speciale nel Kazuo Umezu Prize per una delle sue storie brevi; al tempo lavorava come assistente dentista dopo aver conseguito la laurea in Odontoiatria. Indeciso sulla strada lavorativa da percorrere Ito continua il suo lavoro ed affianca ad esso altre pubblicazioni di piccole storie fino a che negli anni ‘90 non decide di diventare un autore a tempo pieno. Nel 1998 dopo il successo di film come The Ring, viene proposta una trasposizione cinematografica di Tomie, che esce nelle sale l’anno successivo. Sempre rimasto un autore di culto al di fuori del suo paese natio, Junji Ito è stato riscoperto negli ultimi anni grazie al crescente numero di siti e pagine legate al tema horror su internet. Inoltre per via della sua recente collaborazione nel progetto Silent hills, che purtroppo non vedrà mai la luce, il suo nome ha iniziato a varcare le soglie dell’underground almeno per i fan dei manga e dell’horror. In Italia sono stati pubblicati i suoi lavori più celebri tra cui citiamo oltre a Tomie, Gyo e Uzumaki.

Tomie

tomie copertina

Tomie è un volume antologico di storie brevi o a capitoli legate tra loro dal personaggio di Tomie Kawakami, che nella prima storia, dopo essere stata brutalmente uccisa, torna a scuola come se nulla fosse, iniziando così a mostrare una natura sovrannaturale che si evolverà nei racconti successivi.
tomiedemonsIniziamo col dire che quest’opera, Tomie, va letta considerando il periodo in cui è stata scritta, in un momento storico in cui i manga si stavano evolvendo e tutto appariva nuovo ed originale; inoltre va tenuto conto che Junji Ito trae forte ispirazione dalle leggende del folklore giapponese, che ai tempi non erano sdoganate allo stesso modo in cui lo sono ora. Fatte queste premesse, Tomie presenta dei disegni gradevoli e sufficientemente dettagliati. Il design dei personaggi è immediatamente riconoscibile, i suoi personaggi appaiono cupi, dai tratti taglienti; le loro espressioni folli sono esaltate dal sapiente uso dei neri e delle sfumature intrecciate che sono due dei marchi di fabbrica di Ito. Il bianco è sterile mentre il nero è sporcizia, questa è uno dei simboli sfruttati nello stile di Ito, che vanno ad unirsi alle ossessioni dei personaggi presentati, portati alla follia tanto da eventi orrorifici quanto dalle proprie paranoie. Spesso e volentieri non c’è un senso, una spiegazione all’orrore, in questo Ito si rifà dichiaratamente al maestro Lovecraft che insegna che la paura maggiore è quella dell’ignoto.

In Tomie uno dei temi ricorrenti è lo scontro tra Eros e tomiewormsThanatos, tema più comune nell’horror occidentale.
Chiunque si innamori di Tomie, incontra il desiderio di consumarla ed ucciderla, per poi diffonderne i pezzi in modo
che altri la possano amare. Tomie in tutto questo è consapevole ed inconsapevole, divisa nelle diverse versione di se destinate ad avere un carattere simile, ma mutevole a seconda delle situazioni in cui si trova coinvolta.
I personaggi principali che incontrano Tomie, sono impotenti di fronte al sovrannaturale, così come accade spesso nella tradizione orientale horror, ed agiscono in modi illogici, in preda agli eventi, tradizione oramai sempre più contrastata dall’action horror, genere dominante in occidente, nato principalmente in America e responsabile della decaduta dell’horror d’autore. In questo senso possiamo fare un confronto fra Tomie, la ragazza dai capelli lunghi, neri e lisci simbolo della bellezza in Giappone che nell’horror diventa presenza maligna, con la bionda final girl simbolo della bellezza occidentale che nell’horror diventa protagonista imbattibile capace di sostenere qualsiasi prova e di cacciare, ancora una volta, il male.

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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