Recensione: I Touch The Darkness With My Emotions dei Naiveover

Copertina di "I Touch The Darkness With My Emotions" dei Naiveover
Copertina di “I Touch The Darkness With My Emotions” dei Naiveover

Ben ritrovati amici Cultisti per una nuova recensione. Questa volta recensirò l’album musicale “I Touch The Darkness With My Emotions” dei Naiveover, una band alternative/crossover friulana non più attiva ma che nel primo quinquennio degli anni duemila ha riscosso notevole successo. Continuate a leggere se volete saperne di più.

 

ROCKSOUND  n° 76 settembre 2004

“I Naiveover sono un vero proprio pugno allo stomaco: ritmi sincopati ed incalzanti, una spruzzata di dark, chitarre massicce ed imponenti, due voci che si combattono creando un mix esplosivo rivolto a chi segue con passione i Korn e tutta la family”

 

BIOGRAFIA

I NAIVEOVER erano un gruppo formato da 5 ragazzi (Delano, Piero -successivamente sostituito da Alessandro-, Gabriele, Damiano e Alessio), tutti provenienti dalla provincia di Gorizia in Friuli Venezia Giulia.
La band cominciò a muovere i primi passi nella scena musicale nel 2003 anche se tutti i componenti avevano avuto già esperienze, chi più chi meno, con altri gruppi.
Nel luglio del 2005 Piero, il cantante, lasciò il gruppo e venne sostituito da Alessandro nell’ottobre dello stesso anno.
La band si sciolse nel 2006 e alcuni dei componenti continuarono l’attività musicale con altri gruppi.

I TOUCH THE DARKNESS WITH MY EMOTIONS (2004)

Si comincia con No one’s place ed è subito un susseguirsi di distorsioni e ritmi sincopati, uniti dal cantato misto rap e scream. Il brano dura 03:00 minuti e non lesina affatto su effetti, cori e spinge dal primo all’ultimo secondo.
Come seconda traccia, della durata di 04:00 minuti, c’è Fake Party. Le variazioni vocali, i giochi con la seconda voce e i cambi tra melodico e aggressivo rendono questo brano vario e martellante. Le chitarre dialogano con il basso e la ritmica, sfoggiando tutta la potenza di cui il gruppo dispone.
Il terzo brano, intitolato Telework, è anche uno dei più duraturi dell’Ep con quasi 06:00 minuti. È una bordata nello stomaco e chi apprezza il genere ne resterà folgorato.
La traccia numero quattro è intitolata My Reflection, circa 04:00 minuti di riflessione, potenza, sofferenza e rabbia. Questo brano racchiude tutte le emozioni del disco in una sintesi perfetta.
In chiusura c’è Face This, che sviluppa una potenza di suono incredibile, degna conclusione per un EP che ha fatto della potenza uno dei suoi punti di forza.
Per quanto concerne il comparto audio dell’EP si può dire che rasenta la perfezione, certamente tutto è migliorabile, però considerando che le registrazioni sono state autoprodotte e risalgono al 2004, risultano molto ben fatte.
In ultima analisi vorrei fare un plauso per l’artwork, capace di differenziarsi dal conformismo più popolare, ma questa, effettivamente, è stata sempre una delle peculiarità delle band crossover.

CONCLUSIONI

I Touch The Darkness With My Emotions è un promo EP autoprodotto, genere crossover, del 2004 che unisce un’identità ben precisa alla capacità di riuscire laddove il 90% delle band del belpaese, che hanno approcciato al crossover, non sono mai riuscite e cioè di essere in grado di suonare vero Crossover.
Questo album infatti è la perfetta miscellanea di vari generi, tutti mescolati con estrema cura e usandone le giuste dosi. L’abilità della band è stata quella di far evolvere il loro sound verso i lidi naturali del genere, spingendo nella direzione delle distorsioni sparate al massimo e riequilibrando con pezzi più melodici ed emozionali, alternando fasi di breakdown a ritmiche più incalzanti, fregandosene dei canoni mainstream e utilizzando il “rappato” come un’arma graffiante più che svilirlo a qualcosa di “pop”.
L’obiettivo, lo si comprende ascoltandolo, era quello di produrre un EP che rispecchiasse le differenti anime del gruppo e la cosa andava fatta con un certo crisma. Non serviva accontentare qualcuno, né strappare il sorrisetto a qualche bimbominchia o a qualche fighetta alternativa! No, l’unica cosa da fare era esternare tutte le emozioni e le frustrazioni dei componenti della band attraverso la musica ed è quanto è stato fatto. Né più né meno. L’essenziale, ma fatto come Dio comanda.

Voto: 9 / 10


CONTATTI

MySpace http://myspace.com/naiveover
Sito Web http://naiveover2.altervista.org/

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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