Recensione: Turtles – A Violet Pine

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Bentornati cultisti ad una nuova recensione del Sagana! Oggi vi proporrò un gruppo post rock, dalle più disparate influenze elettroniche, gli “A Violet Pine”, buona lettura!

La band

Gli A Violet Pine si formano tra il 2010 e il 2011 per un’idea di Giuseppe Procida (voce,chitarra) a cui poi si sono aggiunti Paolo Ormas (batteria, sequencer) e Pasquale Ragnatela (Basso, piano). Dopo diverse date live e una comparsata sulla compilation “One of My Turns, a tribute to Pink Floyd” esce nel 2013 il loro primo cd, intitolato “Girl”, da allora il gruppo a continuato la sua attività dal vivo fino ad oggi. Quest’anno il 23 settembre uscirà il loro secondo lavoro “Turtles” di cui andremo ora a parlarvi in anteprima!

L’album

Turtles, in uscita questo mese ed anticipato dal singolo New Gloves è un compattisssimo album di trentotto minuti di post rock con influenze che vanno dall’alternative all’elettronica dei primi anni 2000. L’album si apre con la cupa The game, un po’ troppo lenta come intro, ma apprezzabile ed in linea con lo stile che il trio ha cercato di proporre. New GLoves è forse la traccia più “sicura” del disco, un singolo orecchiabile, ma che non riesce ad aiutare l’ascoltatore nel capire cosa si troverà davanti quando acquisterà il disco. La titletrack Turtles è un buon pezzo post rock che per alcuni versi mi ha ricordato le sperimentazioni dei Solaire del disco Explosives to My Body, un po’ folle, un po’ sperimentale, forse la miglior traccia del disco. Last Year è quasi una ballad che però da l’impressione di non “partire” mai, lasciando l’ascoltatore con una sensazione sgradevole al concludersi del pezzo, che in se e per se non è neanche male. Have Fun parte diretto, più di tutti gli altri pezzi del disco, tuttavia il cantato di Procida risulta leggermente fiacco su questa traccia, penalizzandola. Birght e Lucky When I’m Wrong similarmente alla titletrack sono più orientate al post rock e all’alternative sperimentale, sebbene meno della sopracitata, risultano comunque gradevoli all’ascolto. The Moon Has Been Turned Off inizia più lenta e vicina all’elettronica minimale per poi integrare gli strumenti analogici mano a mano e caricarsi di energia fino al finale, di sola batteria in completa contrapposizione con l’intro.
Why? Chiude il disco dolcemente, una traccia eterea e sognante che si conclude nel modo più classico e ci lascia con la voglia di ricominciare l’ascolto dall’inizio. Magari partendo dalla seconda traccia.

Conclusioni

Turtles è un disco orecchiabile, ben registrato e si sente una certa maturità tecnica, tuttavia il gruppo manca di uno stile personale, che li distingua dalle altre band del genere. Inoltre, rispetto al loro lavoro precedente, “Girl” si percepisce una certa chiusura nello stile, che ha permesso la creazione di un disco più compatto, ma anche più monotono del precedente. In ogni caso è un lavoro più che discreto per una band così giovane e che sicuramente supera di gran lunga la sufficienza, seppur non arrivando a distinguersi. Consigliato agli amanti del genere e ai nostalgici della musica della scorsa decade.

Voto: 6,5 / 10

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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