Recensione: XIX – XIX

XIX

Bentornati cultisti e cultiste più abbronzati di sempre per una nuova recensione dal vostro Mistico di fiducia. Oggi parleremo di un progetto solistico italiano veramente particolare, parliamo di “XIX”.

XIX

“XIX” è Marco Anulli, musicista umbro che con chitarra e laptop tira fuori un bel progetto tra l’ambient, la drone music e il noise, pervaso tutto da una cupa essenza drammatica/catastrofica.

Il disco omonimo

L’ Ep in questione, l’omonimo “XIX”, è il primo l’EP dell’artista; esce il 15 febbraio del 2016 ed è composto di 5 tracce per la lunghezza complessiva di 16m e 34s.
Come riferisce l’autore stesso in un’ intervista su ephebia.it “non è un vero concept, è più una raccolta ben organizzata”, tuttavia penso che un ascolto tutto d’un fiato sia da preferire all’ascolto delle singole tracce in quanto può dare meglio l’idea di ciò che XIX può dare. Non è musica per rilassarsi, come sottofondo mentre si studia né tanto meno da ballare, è un viaggio spaziale nelle zone cupe dell’universo dell’autore, è musica con cui riempire la stanza, fare un bel respiro ed immergersi dentro. Vediamo in pratica di cosa si tratta…
L’EP apre con “Genesi”, come se incominciassero le trasmissioni radio dallo spazio l’intro preannuncia il carattere generale dell’opera con rumori indefiniti fino all’arrivo di una riconoscibile chitarra distorta.
Segue “God ask her”: ben in contrasto con la traccia precedente, delicata e ritmica come un carillon nel vento (“Wind chime”), è un po’ un’oasi celeste, un luogo ameno nello spazio.
Le successive due tracce sono “Eve” ed “Adam”, probabilmente collegate tra loro; la prima più aperta, più astrale, invece la seconda, in un primo momento più desolata e disillusa, si trasfigura in una marcia imponente e pressante.
Dopo qualche secondo di silenzio riprendono le trasmissioni e l’EP si conclude cupamente chiudendosi sull’ascoltatore.

Review by: ilmistico

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!