Recensioni: Frei – Sulle tracce della volpe

sulle tracce della volpe cover

Bentornati cultisti alla nuova recensione del vostro amichevole Sagana di quartiere! Quest’oggi parleremo del disco d’esordio di Frei, il simpatico cantautore che abbiamo intervistato per voi durante la serata “Rap ‘n Go, il Vernissage”.­­­

Sulle tracce del cantautore

Frei Rossi nasce e cresce a Bagno di Romagna nella pensione dei parenti. Durante l’infanzia Frei si avvicina alla musica tramite il nonno e successivamente, quando il padre gli regala la sua prima chitarra, il suo destino è già segnato. Dai 20 ai 27 anni suona, si allena, cresce musicalmente e ai 28 inizia a collaborare con diverse band fino alla nascita dei “Gli Ex” di Valerio Corzani con cui partecipa ai concerti e al loro primo disco. Poi partecipa ai progetti di musica da strada “carretti musicali” e “Coro corridore” fino a che il 7 novembre 2011 dopo una permanenza solitaria in una casa boschiva, esce il suo disco d’esordio “Sulle tracce della volpe” che verrà seguito nel 2013 da “odissea nello spiazzo”.

 

Sulle tracce della volpe

Volevo esser duro con questo disco, volevo perché dopo aver incontrato il simpatico Frei che ci ha concesso non solo l’intervista, ma anche i suoi dischi, temevo che il mio giudizio potesse uscirne alterato.

Volevo accanirmi con questo disco, e ad impegnarsi si riesce anche a trovare delle motivazioni per esserlo, la produzione, il cantato e le musiche sono troppo mature!

Un esordio che manca della freschezza, dell’ira, del grezzume giovanile come si può definire tale? Ma la verità è che ascolto dopo ascolto “Sulle tracce della volpe” ti prende per la sua varietà stilistica, per le sue influenze evolute, per i suoi testi riflessivi, cantati con allegria e spensieratezza e per la concretezza della produzione e della voce.

 

Cosa si può dire di quest’esordio che non sia già stato detto sul web? Il disco inizia con la title track, che ci introduce nel percorso di creazione del disco, nella ricerca di Frei per la canzone, metaforizzata nello schivo animale boschivo. Le due canzoni successive richiamano uno stile acustico più vicino agli standard americani, mentre le splendide “Gilda stai ferma” e “Spacca l’ufficio” ripercorrono uno stile più vicino al cantautorato popolare italiano.

 

“Bassa marea” è forse la canzone che più ho amato del disco, che vanta la collaborazione di Francesca Amati, per chi non lo sapesse, cantante anche nei gruppi amycanbe e comaneci, che fa da controcantante inglese alla canzone; ma forse sarebbe più giusto dire che nel contesto della canzone la sua voce risulta più vicina ad un ulteriore strumento che si aggiunge alle altre corde per poi riemergere come cantante solo nel finale. Una splendida collaborazione in cui la voce di Frei non domina, ma bensì plana dolcemente sulle note creando un ambiente sonoro degno della prima Marissa Nadler.

 

“Vento tropicale” e “Stella scadente” sono più movimentate nel suono, la strumentazione della seconda poi ricorda l’arrangiamento musicale di Guccini in “Signora Bovary”. Invece con “La notte che caddero i sogni” inizia il trittico di canzoni che chiude il disco, in un climax sonoro  discendente che ci prepara alla fine.

“Telefono casa” è la favola che chiude il disco, cantata come solo un cantastorie sa fare, giocata sul mixaggio di voce e chitarra che crea un atmosfera dolce e calma nel contempo che non ci fa dispiacere la fine del disco, cosa rara dopo una produzione tanto riuscita!

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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