Report e interviste serata 2 Giugno: PelinGovac e First Tune

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Dal 30 Maggio al 2 Giugno si è svolto a Gorizia, più precisamente alla galleria Bombi, il PelinGoVac Festival di Gorizia. Evento che unisce a esibizioni live di band emergenti nel territorio anche momenti di workshop e mostre, il tutto accompagnato da qualche chiosco per mettere a proprio agio al meglio i partecipanti. All’interno del progetto quest’anno c’è stato anche il battesimo del progetto First Tune, che si proponeva di far conoscere a vari ragazzi, scelti tramite curriculum e un piccolo colloquio per conoscerne meglio interessi e prerogative, più approfonditamente il mondo della discografia musicale come vero e proprio ambito lavorativo.

Ci siamo recati alla serata conclusiva dell’evento riuscendo a fermare oltre a due esponenti e ideatori del First Tune (Luca Mirai e Andrea Buttignon) anche alcuni ragazzi partecipanti all’evento che ci hanno esposto le loro impressioni su quanto fatto nel periodo di lavoro col loro gruppo e di scoperta del mondo musicale più professionale.

Interviste

Luca e Andrea

Nemo: Siamo qua con Luca Mirai e Andrea, allora, raccontateci dove siamo!

Luca: siamo in corte bombi davanti alla galleria Bombi, la location di quest’anno per il PelinGoVaz festival 2014 a Gorizia si possono fare molte cose scoprendo molti posti che sono nascosti o inutilizzati, non siamo stati noi i precursori e stato nOS con il suo evento Hip-Hop (Rap’n Go NDR) a lanciare qua: il posto è molto figo all’asciutto, l’abbiamo allestito bene, ci sono tre proiettori per giochi di luce che proietteranno tutta la serata e questo è quanto.

Nemo: Parlaci un po’ dell’evento, di come è nato, di come si è evoluto e del percorso che ha fatto.

Luca: terzo anno del PelinGoVac Festival, nel tempo sono mancate due persone vicine all’associazione Cormonauti che sono i promotori dell’evento, l’idea di aggregarsi tutti assieme per portare qualcosa di positivo, dare spazio ai giovani che vogliono esibirsi a Gorizia coinvolgendo i goriziani. Ci siamo evoluti negli anni coinvolgendo tantissime altre entità, Cormonauti, Lab, Broken Borders, quest’anno ci sono anche la provincia e la regione, oltre al comune che ci ha sempre dato una mano! Sono tantissime entità quelle che hanno contribuito a questa manifestazione.

Nemo: Insomma un evento per i giovani e per le band emergenti:

Luca: quest’anno non solo per i giovani ma anche per le famiglie, con workshop di fotografia, laboratori per bambini e famiglie.

Nemo: Ricollegandoci alla faccenda delle band, con il progetto “First Tune”:

Luca: è un progetto finanziato dalla regione FVG solidale l’associazione Lab di cui faccio parte e un idea di Andrea Buttignon che ora si presenterà:

Andrea: l’idea è stata piacevolmente accolta dall’associazione Lab che ne ha permesso la realizzazione, Luca e Grazia mi hanno aiutato dall’inizio. First Tune ha voluto portare a Gorizia, ossia in una realtà molto piccola, da cui noi lavoriamo, la realtà dell’industria discografica, per far capire che da questa piccola città si può arrivare all’estero arrivare alle classifiche attraverso la musica propria. Questo voleva essere trasmesso ai ragazzi, cosa si fa dalla prima nota in poi e come ci si cura di ogni aspetto, in studio, fino all’immagine dell’artista e i video musicali.

Nemo: delle direttive sul campo più professionale del fare musica:

Andrea: assolutamente più professionale, tanto che è venuto A&R dell’Universal Music a spiegargli i reali meccanismi, come funzionano le cose insomma, se mandare il famoso demo alle label, le informazioni che sono state date sono tutte reali, prese dalle nostre storie e da quelle dei personaggi che sono venuti qua, come Francesca Maria.

Luca: Una parola su First tune, avendolo seguito assieme ad Andrea, Valentina ed Erica, è partito due mesi fa, non si concluderà, i workshop si sono conclusi la scorsa settimana, ma andremo avanti con i ragazzi per aiutarli nei loro progetti, per dimostrare che è un progetto che va avanti e non si ferma alla fine del corso. Siamo rimasti così colpiti dalla presenza dei ragazzi che sono venuti ai colloqui, che abbiamo accettato quattro persone in più rispetto al previsto, quindi ventiquattro invece di venti, nonostante la severità dei colloqui. Perché sono risorse che rimangono sul territorio, le competenze che hanno acquisito potranno essere insegnate ad altri sul territorio. Il tema principale non è solo quello di imparare, ma che da Gorizia non serve spostarsi, ma si può lavorare per tutto il mondo, Andrea ha il suo studio collegato con l’estero, bisogna dare il buon esempio ed essere focalizzati.

Nemo: una domanda per Andrea, raccontaci le tue impressioni nella creazione di questo progetto, e come è stato anche organizzare l’evento, facci una panoramica dell’esperienza insomma.

Andrea: è stata un’esperienza molto emozionale, nonostante si possa pensare come un esperienza molto tecnica perché vedere cambiare le persone, cambiare dei preconcetti, delle idee che si hanno prima di comprendere. Perché se si deve lavorare in questo ambiente si devono conoscerne i reali meccanismi, e dal mio punto di vista trovarmi a trasmettere delle cose è davvero fantastico, ci tenevo davvero da molti anni. Diceva Luca, sono stati selezionati con molta cura e ne abbiamo accettato qualcuno in più. E’ talmente reale il progetto, che alcuni dei partecipanti sono stati notati dalla A&R di Berlino e sono state coinvolte in alcuni progetti con me che saranno presentati a loro in settembre. Non è male partire da una piccola realtà quale siamo, e arrivare subito a toccare realtà più grandi dopo solo il primo corso seguito.

Nemo: se volete fare dei saluti, o indirizzare i nostri utenti a qualche link:

Luca: io devo assolutamente ringraziare Culto Underground per il supporto presenti sul territorio, uno specchio di quello che succede, attivo underground, low budget quasi sempre, anche se quest’anno siamo stati molto fortunati perché oltre ai finanziamenti della regione che ci hanno permesso di costruire il percorso e svolgere l’evento abbiamo anche avuto ampio supporto su tutto dal comune di Gorizia, ci hanno aperto le porte per molte cose, quindi li ringrazio.

Andrea: io voglio ringraziare i ragazzi che hanno tenuto duro fino alla fine, perché era veramente dura.

Consumato

Nemo: presentati dicci chi sei e le tue impressioni sul progetto First Tune

Consumato: bella son Consumato. Ho scoperto il First Tune all’ultimo momento tramite l’invito alla presentazione stampa, dopo mi hanno mandato il link per vedere cos’era e ho scoperto che era molto interessante come progetto anche perché vivendo la musica sempre molto underground capire come funziona l’ambito, tra virgolette, commerciale, è interessante. Abbiamo lavorato in gruppi, personalmente siccome mi piace fare la doppia figura di Mc e produttore, ho avuto cercato di indirizzarmi in quell’ambito. Ho avuto tanti suggerimenti tecnici ho lavorato con gente di altri generi tirando fuori anche una bella canzone. Siamo riusciti a unire oltre all’apprendimento dai docenti, che erano comunque del calibro di Drooid, anche quello dagli altri che erano con me. C’era chi faceva rock, chi la musica elettronica, e siccome io vivo nel mondo Hip-Hop che è un mondo che prende spunto da tutto mi è stato davvero utile.

Nemo: hai accennato alle tue relazioni con gli altri membri del tuo gruppo, raccontaci un po anzitutto di che gruppo facevi parte e poi quale è stato il tuo processo sia a livello musicale che personale con le persone con cui ti sei trovato a contatto nel momento in cui sei entrato in un progetto che coinvolgeva più generi, più gente con interessi diversi e facente parte magari di band di altri generi musicali, raccontaci cosa è successo per te.

Consumato: all’inizio non sapevamo cosa dovevamo fare nel corso, dopo che ci hanno diviso per ruolo, abbiamo scelto un gruppo e abbiamo prodotto un loro singolo. Noi nel nostro gruppo, gli Apogees, abbiamo scelto di modificare molto la traccia e in questo abbiamo imparato anche come si lavora coi gruppi sia a livello di marketing che di produzione. Poteva essere difficile, con tante teste, lavorare tanto su una canzone, come con le fotografie e sul video finale che abbiamo fatto ma stato molto bene perché ognuno ha messo il suo. Tutti ci siamo umilmente messi da parte quando serviva. Ad esempio se qualcuno si intendeva di qualcosa al di fuori del mio genere più di dire mi piace , non mi piace non gli dicevo “no devi fare cosi” e cosi gli altri quando lavoravo io su qualcosa di cui mi intendevo di più.

Nemo: per concludere raccontaci come questo progetto può aver inciso sulla tua vita artistica visto che, come abbiamo detto, tu fai musica.

Consumato: oltre il fatto che ha dato molti spunti sia motivazionali che tecnici e sopratutto ascoltando tante persone sulla musica magari ho aperto un po’ gli orizzonti e adesso nella mia vita artistica mi sento più completo e so che se un giorno vorrò mettermi in gioco a livello commerciale servono tot soldi e tot cose e che serve contattare tot persone per non buttare via soldi e tempo. Abbiamo fatto anche i contratti che è una cosa fondamentale perché io con un mio vecchio gruppo abbiamo preso la fregatura da una casa discografica pagandogli il mastering per niente.

Nemo: perfetto, allora noi ti ringraziamo per questi minuti che ci hai concesso

Consumato: bella un saluto a Culto Underground, il blog più figo del mondo, Consumato in uscita col mixtape, bella li!

nOS

Nemo: dicci chi sei, di quale gruppo facevi parte e quali sono le tue impressioni sul progetto First Tune

nOS: ciao a tutti, sono nOS e in questi mesi da aprile a maggio ho potuto seguire il corso di discografia musicale First Tune occupando diciamo anche una posizione che mi è piaciuta molto, quella del capo gruppo di uno dei quattro team che si era formato all’interno di questo corso, i Blue Hexagon. Per cui ho potuto seguire un sacco di fasi inerenti la discografia musicale partendo per esempio dal video, arrivando alla fotografia ed anche alla psicologia o comunque alla creazione dei gruppi ed è stato davvero fatto bene, mi è piaciuto tantissimo.

Nemo: ottimo, raccontaci come sei entrato a contatto con questo progetto, come l’hai scoperto, come è stato entrarci.

nOS: allora sono entrato a far parte di questo progetto in maniera molto semplice, presentando il curriculum e comunque cercando un accesso che mi era consentito attraverso un regolare bando. Il mio avvicinamento è stato abbastanza canonico, ho seguito le indicazioni che erano nel bando, ho seguito questo corso che mi è stato favorevole alle selezioni, che tutti quanti hanno affrontato, mi è stata fatta una serie di domande, per esempio le mie impressioni sull’industria discografica, i miei gusti musicali, le mie ambizioni, la mia attitudine, ho risposto con naturalezza e dopo qualche tempo mi è stato comunicato di poterne far parte.

Nemo: quale è stato il tuo percorso sia emotivo che a livello di lavoro con un gruppo di cui non conoscevi i membri? Come persona, come lavoro quale è stato l’impatto che ha avuto questa novità su di te come musicista, come uno che fa musica.

nOS: come domanda mi trova davvero molto coinvolto. Io ho avuto a che fare con delle persone che reputo splendide se non di più. In molti ambiti che ho frequentato persone di vario genere ed estrazione sociale, ho sempre frequentato persone che non mi hanno mai dato un granché questa invece è stata la prima volta in cui ho avuto a che fare con persone che reputo schiette, sincere e veloci, questo è stata davvero fighissimo.

Nemo: ok per concludere dicci quale è stato l’incidere di questo progetto sul tuo fare musica, sulla tua visione del fare musica.

nOS: ha fatto bagaglio culturale.

Nemo: breve e conciso insomma. Non ci resta che ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato.

nOS: io anche vorrei ringraziare Culto Underground!.

Giada

Nemo: sei qua con noi di culto underground, parlaci di come sei entrata all’interno di questo progetto e quali sono le tue impressioni in proposito:

Giada: sono entrata un po’ per caso, ho fatto il colloqui quasi per gioco, io sono un po’ profana della musica, l’ho sempre seguita, per passione più che altro, poi io nasco ballerina quindi la musica ti accompagna. Ho fatto il colloquio ed è andato bene perché invece di presentarmi con una lettera come gli altri ho presentato un video perché riesco ad esprimermi meglio dal vivo. Sono entrata nel progetto e non sapevo cosa aspettarmi, anche perché sapevo cos’era la musica, ma non conoscevo il suo mercato. Le mie impressioni sul corso sono assolutamente positive e continuerò a promuovere questo corso, perché è un’esperienza che le persone interessate a questo mondo, dovrebbero provare. Andrea ci ha dato tantissimo, ci ha illuminato su molti segreti del mondo della musica e insegnato moltissimo. Sicuramente se il prossimo anno il progetto verrà riproposto spero di poterci partecipare ancora, magari come tutor del progetto.

Nemo: tu quindi a parte l’esperienza del ballo non avevi altre esperienze in campo?

Giada: sì in realtà ho suonato per tre anni il flauto traverso nella banda del mio paese, da quando sono arrivata a Gorizia un mio chiodo fisso era quello dell’organizzazione di eventi musicali. Quindi diciamo che ero già un po’ orientata.

Nemo: raccontaci un po’ come il progetto ha effettivamente inciso sulla tua esperienza di vita artistica:

Giada: sicuramente ha inciso tantissimo il progetto, mi ha aiutato a crescere, caratterialmente parlando io sono una ragazza sensibile e ansiosa e sono stata aiutata ad esprimermi e a crescere, sopratutto Andrea e Luca sono stati dei fari che hanno illuminato il nostro percorso. Mi ha aiutata a crescere a capire cosa voglio fare nella vita e la verità dietro al mondo musicale.

Giada: grazie Culto Underground, e grazie a First Tune!

Mattia

Nemo: raccontaci chi sei, come ti chiami e di che gruppo facevi parte all’interno del progetto First Tune.

Mattia: ciao sono Mattia e sono al primo anno di relazioni pubbliche qua a Gorizia, sono entrato al first Tune e la nostra scelta è andata sui Boomriver e ci siamo trovati molto bene, c’era disponibilità da parte nostra, da parte loro e sopratutto da parte del team di First Tune quindi abbiamo lavorato serenamente tra crisi di nervi all’una di notte ma alla fine tutto è bene quel che finisce bene.

Nemo: raccontaci un po’ come sei entrato a far parte di questo progetto, cosa ti ha spinto a cercare di entrarci.

Mattia: quando l’hanno presentato io ho detto questo è quello che io sto cercando, questo è quello che io ho pensato nel momento in cui ho deciso di iscrivermi a relazioni pubbliche. Mi sono detto “corro il rischio” perché cmq era a numeri chiuso, dovevi presentare il curriculum e fare il colloquio e mi spaventava, pensavo di non entrare e restarci male ma mi sono detto o la va o la spacca, ma mi sono buttato perché mi piacerebbe lavorare in questo ambito nel futuro.

Nemo: a livello musicale avevi già esperienze?

Mattia: a livello di ascolto, passo tra molti generi fin da piccolo tramite i miei familiari, poi con l’arrivo della connessione internet mi sono focalizzato sul mio genere. Anni fa suonavo nella banda del mio paese quindi ho nozioni di musica classica. Quindi ho una visione piuttosto vasta della musica anche se spero sempre di ampliarla.

Nemo: vuoi raccontarci il tuo percorso all’interno del tuo gruppo, sia a livello emotivo che quello che hai imparato attivamente

Mattia: devo dire che all’inizio avevo paura che la gente fosse li per passare il tempo e non per fare le cose serie ma appena arrivato il primo lavoro ho dovuto rettificare tutto quanto perché eravamo tutti li per dare il meglio di noi ed è una cosa che mi ha sorpreso perché io in primis ero li per lavorare seriamente. Chiaramente avendo a che fare col mio gruppo giorno e notte tutta la settimana per presentare nel week-end i lavori che ci erano stati dati abbiamo instaurato un rapporto stupendo e mi mancheranno. E’ un peccato sia durato solo due mesi, sono stati due mesi fighissimi, pesanti perché abbiamo lavorato tanto e ci hanno veramente messo nel mood di quello che è l’industria discografica, quello che tu devi fare se lavori dentro un’etichetta, ce l’hanno fatta benissimo e il rapporto col mio gruppo è davvero profondo perché impari tanto da tutti, siamo un gruppo eterogeneo perché cmq c’è una parte di marketing e comunicazione, c’è una parte di produttori e c’è una parte di artisti quindi volente o nolente impari qualcosa.

Nemo: ottimo, grazie mille!

Mattia: grazie a voi.

Clara

Nemo: presentati dicci chi sei e quale è stato il tuo ruolo all’interno di questo progetto

Clara: io sono Clara, faccio parte dei C60 e all’interno di questo progetto ho fatto un po’ di tutto dall’attrice, alla grafica fino a quella che insiste per insiste per inserire le chitarre “brutte” stile metal nelle canzoni pop. Gestisco anche la parte del marketing che purtroppo avendo poche persone è un po’ carente.

Nemo: come ti sei trovata all’interno del progetto?

Clara: allora ho scoperto del progetto due giorni prima della scadenza del termine per mandare il curriculum all’università del Dams, molto presa bene poco prima della mezzanotte ho mandato lettera di presentazione e curriculum. Fortunatamente mi hanno presa.

Nemo: quale è stata la tua esperienza sia a livello emotivo che a livello di progettazione e di integrazione all’interno di un gruppo in cui non conoscevi nessuno?

Clara: a livello emotivo è stato micidiale, io sono una persona che adora fare le serate fino alle 4 di mattina, quindi svegliarmi alle cinque per essere qui alle otto perché non ci sono altri treni prima è stato emotivamente e fisicamente provante. Ad un certo punto ho imparato che fare mattina prima del corso non è una cosa produttiva. Non è stato tanto provante dal punto di vista emotivo a livello di emozioni perché conoscevo già l’ambiente avendo fatto già qualche esperienza quindi le cose che mi venivano dette non erano nuove ed ero già pronta. Però vedere la gente che lavora seriamente rispetto alla band di amici che conosco è stato molto interessante spronandomi a dare sempre il massimo ed essere sempre al top. Ha distrutto tutto quello che pensavo dell’industria musicale e sta distruggendo tutt’ora quello che persone pensano sia l’industria musicale.

Nemo: a livello delle tue prospetti in questo campo come questo progetto ha inciso su di te? Ti ha fatto cambiare obbiettivi e opinioni?

Clara: non ho cambiato particolarmente opinioni però in compenso ci sono state alcune persone che conoscendomi bene e sapendo l’impegno che metto nelle cose hanno riposto fiducia in me, per cui sto lavorando con delle band aiutandole sia dal punto di vista di marketing che di produzione. Si tratta di band metal belle pesanti e underground. Mi sono stupita della fiducia che mi hanno dato nonostante la poca esperienza e anche su questo punto il corso si sta rivelando utile.

Nemo: ok grazie mille!

Clara: grazie a voi!

Davide

Nemo: ciao!, dicci chi sei, a che gruppo appartieni all’interno del progetto e parlaci un po’ delle tue impressioni nate in questo percorso.

Davide: ciao, io sono Davide, faccio parte della SevenGoRecords e questo corso mi ha dato molte chiarezze, è stata una cosa molto seria, con gente di grosso calibro. Qua ci siamo davvero risolti un po’ di domande su quella che può essere la musica e la discografia lasciandoci molti meno dubbi su quello che può esserci. In questo corso si scopre quante cose si possano fare con la musica e non solo esibirsi su un palco e quanto sforzo ci voglia per tutto questo e quando abbiamo ancora da imparare da tutto ciò.

Nemo: tu come ti sei trovato a fare parte di questo progetto?

Davide: io ho trovato la notizia del progetto su Fb e mi hanno anche comunicato che c’era, mi sono detto che dovevo assolutamente farne parte, ho mandato curriculum e tutto il resto e mi hanno preso.

Nemo: quale è stato il tuo percorso emotivo e lavorativo con un gruppo di persone che comunque non conoscevi?

Davide: all’interno di un team di persone che non conosci e con cui devi subito metterti a lavorare perché il tempo è davvero poco, l’impatto è intenso sia a livello emotivo che lavorativo, pensando anche al fatto che eravamo in competizione con altri tre gruppi dove eravamo tutti dei mostri, ventiquattro persone tutte di altissimo livello e straordinarie, quindi si era sempre sotto pressione perché volevi dare una buona impressione e competere con pezzi da novanta. Ci sono davvero state tutte le emozioni possibili, a livello personale c’è stata molta crescita, e ora so dove posso lavorare per avere un migliore rapporto lavorativo con gli altri nell’ambito musicale della produzione.

Nemo: qual’era il tuo rapporto con la musica prima del progetto e come esso ha inciso su di esso?

Davide: prima avevo già fatto dei lavori semi professionali e avevo già visto un pochino cosa si nasconde sotto la superficie del mondo musicale ma c’erano ancora molte domande.
Ho avuto e ho progetti musicali con band e non dove, posso dire, ci spacchiamo davvero il culo, tanto è underground e si può dire (ride) e cmq dopo abbiamo centrato un punto dopo il corso, io ho un gruppo e so come agire, non si va più avanti a teorie, a cabale e a stronzate, si va dritti al punto. Esiste una via e le cose da utopistiche diventano reali anche se difficili.

Nemo: ok!, Allora noi ti ringraziamo!

Davide: grazie a voi, ciao ragazzi!

Mia

Nemo: ciao, raccontaci chi sei, di che gruppo facevi parte e le tue impressioni sul progetto

Mia: ciao io sono mia e faccio parte dei Blue Hexagon, i gruppi si sono formati nel primo e nel secondo giorno di workshop, in cui non ci conoscevamo ancora, e all’inizio non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono subito accorta che il mio gruppo era eterogenea dal punto di vista delle provenienze musicali e formative e dal primo momento c’era empatia e la voglia di lavorare assieme verso un obbiettivo comune che era quello di seguire Mariana durante tutto il percorso dal punto comunicativo, musicale servizio fotografico, del videoclip eccetera. Non sapevo cosa aspettarmi dal corso, pensavo sarebbe stata una cosa utilissima però mi ha dato più di quello che mi aspettavo, sia a livello di mole di lavoro che non aspettavo fosse cosi tanta (ride), sia da quello di soddisfazione personale e idee che ne sono scaturite.

Nemo: ok, come e perché sei entrata all’interno del progetto?

Mia: io l’ho presa come palla al balzo per fare da ponte nelle mie attività. Io studio musica al conservatorio e Relazioni pubbliche e ho visto questo corso come il ponte tra queste due realtà ovvero due cose che mi piacciono e vorrei portare avanti entrambe, quindi il punto di vista strettamente musicale e quello della comunicazione e promozione di tutto quello che riguarda la comunicazione in generale. Questo era quello che mi serviva per scoprire se erano due strade che si potevano conciliare e mi sono accorta che vorrei continuare in questa direzione.

Nemo: nella tua esperienza musicale, First Tune ha inciso? Anche a livello di prospettive per il futuro, ti ha fatto cambiare idea in qualcosa?

Mia: dal punto di vista musicale faccio, diciamo, musica classica, e c’è il cliché di chi fa musica classica che ha le proprie idee sulla musica. Io pensavo di essere fuori da questa cosa e ho scoperto che posso ancora ampliare la mia idea di musica e mi sono accorta che davvero mi interessa tutto quello che riguarda promozione, comunicazione e produzione musicale al di la della mia vita di musicista. Mi piacerebbe farlo e anche se mi rendo conto che è difficile mi si è aperto un mondo per quanto riguarda il dietro le quinte, mi piacerebbe continuare a formarmi da questo punto di vista oltre che usare le competenze che mi ha dato questo corso anche per migliorarmi in quello che faccio ora.

Nemo: il percorso che hai avuto all’interno del tuo gruppo trovandoti sa lavorare con persone che non conoscevi quale è stato?

Mia: sono molto contenta del gruppo in cui mi sono trovata, eravamo sei teste distanti musicalmente e abbiamo trovato un punto di contatto e una volontà di andare avanti assieme, non c’è mai stato chi si imponeva ma c’è sempre stata un’ottica di collaborazione dalla prima all’ultima cosa, ognuno metteva le sue competenze a disposizione degli altri ma nessuno le imponeva, e questa è stata veramente la chiave. Inoltre, secondo me, il fatto che la prima cosa che ci hanno dato da fare è stata la produzione di un brano da zero ci ha costretti a lavorare assieme dal primo momento creando un gruppo ancora più solido. Spero davvero di poter continuare a lavorare e fare qualcosa con loro perché mi sono trovata molto bene.

Nemo: ottimo, ti ringraziamo!

Mia: grazie a voi!

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari

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