Report: mostra #unannocolsorriso di Style1

Bentornati a tutti sulla pagina di Culto Underground, con felicità posso introdurvi nel report del vernissage del 31 gennaio #unannocolsorriso. La mostra si è tenuta presso la galleria Art Open Space, in Via Diaz n°6 a Gorizia. Senza dirvi altro, leggiamo avanti per scoprire i dettagli di questo evento e, in seguito, in esclusiva l’intervista all’organizzatore Andrea Antoni.

LA MOSTRA

Sul finire di gennaio eravamo presenti al vernissage che ha coinvolto una trentina di persone, intervenute per quest’evento promosso dal grafico freelance e writer Andrea Antoni, in arte Style1. Dopo una breve introduzione da parte dell’artista, che ha spiegato l’idea da cui è partito il progetto, illustrandone i dettagli, si era poi liberi di osservare le 12 tele dipinte da Antoni, affiancate da 24 fotografie con immortalati dei graffiti, quest’ultimi realizzati durante il 2014. La mostra ha presentato sia un’identità personale, che una collettiva; personale perché ci sono dodici tele dipinte da Style1, mentre collettiva perché ci sono anche ventiquattro foto, di cui dodici scattate dagli instagrammer e altre dodici dallo stesso writer. L’idea di base è stata quella di partire dall’illustrazione del calendario, creato dall’artista nel 2014, dipingendone poi gli stessi soggetti sulle tele. Queste tele sono quadri di piccolo formato (30*30 cm con spessore di 4 cm), dipinti con tecnica mista (spray, acrilici, marker e penna). Per poter riprodurre questi soggetti anche sui muri, è stata presentata una proposta a vari Comuni della regione Friuli Venezia Giulia, per poter dipingere, a spese dell’artista, in luoghi pubblici ma autorizzati. Le opere dipinte sui muri delle città si snodano in tutta la regione Fvg e anche in Veneto. A seguire questa mostra ce ne saranno anche a Cividale e poi Torviscosa, così da chiudere il cerchio.

INTERVISTA

(Colgo l’occasione per ringraziare Style1 per la disponibilità e la cortesia nel concederci questa intervista e invito tutti quanti voi lettori a condividere con i vostri amici questo report, facendoci sapere la vostra opinione a riguardo nello spazio per i commenti a fondo pagina).

Ciao Andrea, diamo qualche informazione su di te? Come hai cominciato a dipingere, chi ti ha spinto a farlo, dove.. insomma qualche informazione per quei nostri lettori che ancora non ti conoscessero.

Ciao a tutti. Mi chiamo Andrea ma scrivo Style1 dal 1997 un poco su tutte le superfici a disposizione. Ho iniziato ad interessarmi al writing sull’onda di un ritorno in voga della cultura hiphop nella fine degli anni novanta. Dopo essermi fatto una vaga idea delle sue discipline pensai che il writing fosse la più idonea per la mia persona (magari sbagliando, non lo sapremo mai) e così iniziai a dipingere. Nessuno in particolare mi spinse a farlo, ma diciamo che opere di writer locali, ma famosi a livello internazionale, come Boost e Soda mi diedero l’impulso a cercare di farlo in modo serio e cercando soluzioni stilistiche di impatto.

La tua attività l’hai spostata anche su Instagram, ho visitato il tuo profilo (http://instagram.com/stailuan), è veramente divertente. Io penso che tutti o quasi al giorno d’oggi possono avere un profilo pubblico, però so che stai andando oltre la mera pubblicazioni fine a se stessa, tu hai creato un collettivo. Ce ne parli di più?

Sono da sempre stato uno dei writer più attivi su internet in generale. Mi sono avvicinato alla grafica, divenuta poi la mia professione principale, per pubblicizzare i miei lavori su parete. Iniziai così a realizzare i miei primi siti-portfolio nel 1998 con frontpage e da li in avanti cercai visibilità con tutte le piattaforme che man mano il web proponeva.
Instagram è una delle tante piattaforme in cui sono presente, e attualmente quella che mi sta dando maggior ritorno in termini di contatti, like, follower e tutto quello che ne consegue. Per quanto riguarda il collettivo io non l’ho creato, ma ho iniziato a farne parte. Sono local manager del Friuli Venezia Giulia (assieme agli utenti @giariv, @angycat e @hypoison) dell’Associazione Instagramers Italia (http://www.instagramersitalia.it/). Siamo un gruppo di persone che spinge la mobile photography e cerca di insegnare le buone prassi di utilizzo di Instagram. Oltre a questo, organizziamo e prendiamo parte a vari eventi legati sempre a questo mondo; a volte sono anche inerenti a graffiti-writing o streetart, ma è casuale.

Cosa ci puoi raccontare del progetto Style1? Dipingi da circa 10 o 15 anni, che esperienze significative ti ricordi maggiormente?

Con il 2015 gli anni di graffiti sono 18, e onestamente è un numero che inizia un poco a spaventarmi, perché è sintomatico di come stia diventando vecchio. Di esperienze belle ne ricordo molte, le principali legate a quando mi hanno invitato a dipingere all’estero (Los Angeles, Zurigo, Eindhoven, Stoccolma), ma anche di molte brutte. Nei primi anni i pezzi che mi furono crossati da altri writer erano veramente molti e l’ambiente era fortemente ostile. Nel tempo le cose sono cambiate, nel mio caso in meglio, comunque grazie a questa disciplina ho conosciuto moltissimi personaggi diventati miei grandi amici, e questo è molto importante.

Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa penseresti del punto a cui sei ora. Rifaresti tutto dall’inizio o cambieresti qualcosa?

Non saprei, con i “se” e con i “ma” non si va molto lontano. Forse avrei potuto spingere maggiormente la mia attività anche nel campo di eventi legati a mostre e gallerie, ma vivere da “artista” non è mai stato il mio sogno. Per quanto non credo che smetterò mai di dipingere, amo fare il grafico e lo preferisco come fonte di reddito. Direi che va bene così, non vedo grandi cose da modificare e quelle che vedo diciamo possono essere ancora fatte in futuro.

Per una persona come me, totalmente al di fuori dalla scena del writing o della pittura ci sono un sacco di dinamiche che rimangono oscure. Come ti rapporti con gli altri writers della scena?

Nei primi anni eravamo veramente in molti, solo a Monfalcone ci saranno stati più di venti writer. Il rapporto era caotico di scazzi continui, apertura di guerre e alleanze nuove ogni secondo giorno. Era molto stressante per me. Ho sempre cercato di defilarmi dalla scena locale preferendo spostarmi verso l’Italia, non per un discorso di snobismo bensì per conoscere più persone, vedere più stili e anche farmi conoscere oltre i confini regionali. Con i writer locali, come accade in tutte le attività della nostra vita, ci sono rapporti di amicizia, di stima reciproca, di neutralità, sopportazione o disinteresse. Una volta avevo degli screzi, ma non ho più interesse ad arrabbiarmi per queste cose. Il mio tentativo è quello di essere amico di tutti, cosciente che la cosa non sia possibile, nei casi in cui non va bene mi limito a non darci bada. È anche vero che a 34 anni vedi la cosa diversa che a 20 e, quindi, la affronti con un altro piglio.

Quando non sei a dipingere o a fare foto, quali sono le tue attività preferite?

Nonostante alla fin fine il numero dei miei graffiti sia comunque alto (mediamente 20 masterpiece l’anno) e anche le tele prodotte non trascurabili, dedico ai graffiti molto meno tempo di quanto uno possa credere. Le foto le faccio spesso, ma non sono un fotografo, semplicemente prendo lo smartphone e scatto, in momenti casuali. Quindi non c’è un momento della mia vita dedicato esclusivamente a questo. Di base scrivo molti post pubblicati sul mio blog (www.pensieriecaffelatte.it) oppure su altri portali, sono molto attivo sui social network per tessere nuove relazioni e attualmente ho quasi finito la stesura di un libro di prossima pubblicazione. Da due anni come hobby principale vado con il SUP (Stand Up Paddle Boarding), una sorta di surf molto più grande con il quale si possono cavalcare le onde ma anche usarlo per andare in giro per il mare tramite l’utilizzo di una pagaia. Fa molto Hawaii, ve lo consiglio come anti stress.

Qual è il ruolo per Style1 nella comunità odierna? Tu pensi sia qualcosa di positivo o di negativo per il movimento del writing in regione da fine anni ’90/ inizio 2000?

Per anni ho cercato di spingere il writing in Italia e nel mondo gestendo il portale www.Aerosolart.it, ancora online ma ormai non più aggiornato da molto tempo. Non ce la faccio con gli impegni purtroppo. Ho cercato di spingere il nome del Friuli Venezia Giulia per la penisola e di insegnare ai giovani a dipingere, tutt’ora sto tenendo un mini corso di writing a Pieris. Non ho mai cercato problemi con altri artisti anche se inevitabilmente sono emersi più volte. Di base credo di essere un elemento abbastanza fuori luogo nella scena dei graffiti, me ne rendo conto e sto per le mie. Alla fine dipingo per me stesso: con uno spray in mano e una parete da dipingere sono felice, anche partecipare a jam o eventi è diventato secondario, lo faccio per me poi quello che pensano gli altri è trasversale.

C’è qualcosa che vorresti dirci/dire ai nostri lettori prima di salutarci?

Credo che nella vita serva stile, possibilmente personale, in tutto quello che facciamo. Che sia nei graffiti, nelle altre discipline della cultura hip hop, ma anche nelle più banali azioni quotidiane. Non si può essere stilosi in un campo e delle pessime persone in tutti gli altri. Applicare lo stile nelle azioni più piccole per poi trovarlo ed esplicarlo in azioni più complesse. Almeno io la vedo così. Grazie.

Follow me

Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
Follow me