Culto Retrogaming: Soul Reaver | 1999 | ps1

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Sono passati quasi diciassette anni dall’uscita di Soul Reaver e il fatto che nella mia mente sia ancora uno dei titoli dalla miglior atmosfera che io abbia mai giocato la dice lunga sulle produzioni post duemila… o forse sull’età e la nostalgia che avanzano?


37091-Legacy_Of_Kain_-_Soul_Reaver_(bin)-2Terzo episodio della saga di Legacy of Kain, iniziata nel ’97 con il primo, non molto conosciuto Blood Omen, Soul reaver fu il punto di svolta della saga, il momento in cui spremendo tutte le risorse della oramai morente playstation, nacque questo piccolo capolavoro che generò il seguito di fan che ad oggi ancora aspettano un nuovo capitolo di questa saga, dopo Defiance, uscito 12 anni fa.
Perchè parlare quindi di un gioco la cui saga non è nemmeno conclusa, mi chiederete? La risposta è semplice, perchè Soul reaver è un gioco con la G maiuscola, anche se applicandogli gli standard odierni può risultare un po’ spoglio a livello grafico e certamente invecchiato sotto l’aspetto dei comandi, per quanto riguarda l’audio, il gameplay, la trama e l’atmosfera, non ha niente da invidiare, ma anzi avrebbe da insegnare, a moltissimi giochi tripla A di oggi.
Il gioco parte con un filmato narrato dal nostro protagonista: raziel, che ci introduce al mondo di gioco, ma per un twist del destino raziel viene dannato alla sofferenza eterna e rimosso da quel mondo che conosceva bene. Si riparte molti anni dopo in un mondo completamente diverso da quello mostratoci nel filmato iniziale, un impero dei vampiri decaduto, dove i vampiri non sono più possenti e splendidi umanoidi, ma piuttosto creature orrende e vagamente antropomorfe dalla dubbia intelligenza e dalla spiccata brutalità.
Raziel stesso è orripilato da questo cambiamento e nei diversi filmati di gioco introduce le zone e i SR1-Melchiah-Boss-023nemici con dialoghi dal tono sconvolto e vagamente nostalgico.
Le aree di gioco sono vaste e aiutano a comprendere la grandezza che doveva possedere il dominio dei vampiri, tuttavia è come girare tra dei reperti antichi, tutto è abbandonato e decadente. Raziel ha come unico compagno il Dio Anziano che l’ha riportato in vita e l’assenza di png rende il mondo di gioco solitario e minaccioso.
Il gameplay è orientato sul combattimento in terza persona, con armi o a mani nude a cui vengono affiancati momenti platform o puzzle che però non paiono inseriti per una pura questione di varietà, ma che invece si integrano perfettamente nello strano mondo visitato dal giocatore. Oltre alle armi raziel otterrà dei potenziamenti durante il gioco che gli consentiranno di usare diversi attacchi o di esplorare aree precedentemente inacessibili. Inoltre è da menzionare che per ricaricare la barra della vita, raziel divenuto oramai un divoratore di anime, si nutre per l’appunto delle anime dei nemici uccisi, assorbibili attraverso un comando del joystick in un animazione più che soddisfacente.
playstation_soul_reaver_02_largeCome ultimo, ma forse più importante aspetto da citare, c’è la dualità del mondo di gioco. ogni area comprende due forme, quella umana, terrena se così si vuol dire, in cui raziel non può toccare l’acqua e alcune costruzioni naturali bloccano il passaggio e la modalità spettrale, che in molti casi rappresenta una versione distorta e più accessibile della stessa area. Questa dualità viene utilizzata sia per puzzle ambientali che durante gli scontri con i boss, ampliando ancor di più il gameplay di questo già ricco titolo.
Chiudo questo retrogaming invitandovi ad acquistare il titolo su steam, o di recuperarlo sullo store del psn come ho fatto io, non ve ne pentirete!
Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questo titolo, se l’avete già giocato o se l’articolo vi ha convinto a provarlo 😉

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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