Top: 6 saghe videoludiche che si sono rovinate negli anni

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Silent Hill

La saga di Silent Hill nasce nel 1999 con il primo capitolo per la playstation 1, che sarebbe stato il primo videogioco del periodo ad offrire un’alternativa valida all’orrore più diretto e d’ispirazione cinematografica che comprendeva i giochi del periodo. Da Resident Evil a Dino Crisis, passando per Parasite Eve, Clock Tower, Hellnight e Alien Resurrection, la stragrande maggioranza dei titoli del periodo, per quanto proponessero dei gameplay diversificati e delle storie più o meno affascinanti, offrono una visione dell’orrore più attivo: combattere il male o scappare da esso, questa la missione nella maggior parte dei casi. Silent Hill invece scommette sulle sue idee e propone un titolo molto più vicino all’orrore letterario, ispirandosi a Lovecraft, King, Koonz ed in generale cercando di creare un titolo che fosse distintamente occidentale, ma al contempo che contenesse una visione più orientale del male e delle sue forme.

Nel 2001 esce Silent Hill 2, e l’influenza occidentale e letteraria inizia a sentirsi di meno, in favore di uno stile narrativo più personale del team, ma ad avviso di chi scrive, tanto più convincente quanto meno orrifico e riuscito. In poche parole, amato alla follia dai giocatori che lo elevano, forse con un certo favoritismo, al capitolo migliore della serie. In conclusione, un altro ottimo titolo, ma che si discosta in parte dalle idee iniziali, migliorandone alcune e perdendone altre.

Due anni dopo esce Silent Hill 3, un capitolo che in molti tra critici e pubblico definiscono senza infamia e senza lode, in quanto, se a livello di gameplay e atmosfere rispetta i canoni della serie, la storia non appare esaltante quanto quella del precedente capitolo, e lo stile si sposta una tacca in più dal letterario al cinematografico.

Con un solo anno di distanza esce Silent Hill 4, capitolo molto odiato al tempo dell’uscita, che allontanò molti fan dalla serie, per avvicinarne altri tempo dopo, dopo una rivalutazione del titolo grazie ai recensori online.

Quel che importa a noi è che da qui in poi la serie prenderà una piega Action (SH: Origins, SH: Homecoming, SH: Downpour) che porterà la serie a perdere tutta l’atmosfera e l’originalità dei suoi precedenti capitoli, limitandosi ad un riciclo delle idee precedenti e proponendo delle trame banali e malriuscite. Unico capitolo che si salva da questo ciclo è SH: Shattered Memories, che offre una rivisitazione del primo capitolo della saga, con un approccio al gameplay assolutamente affascinante e rivoluzionario (citato in Until Dawn), che però si perde in puzzle ridicoli (atti a sfruttare le tecnologie del wii) e in un sistema di fuga inizialmente adrenalinico, successivamente noioso e ripetitivo.

P.T. (Playble teaser) la demo di Kojima e Del Toro per il nuovo capitolo, mai uscito, della saga, sembrava proporre un nuovo periodo per Silent Hill, un diverso tipo d’orrore, vicino sia ai capitoli vecchi che a quelli nuovi, ma incentrato più sull’esplorazione psicologica che sull’azione. Tuttavia, non potremo mai sapere cosa ne sarebbe venuto fuori.

Silent Hill, Rest in Peace.

Terza posizione –>

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari