Top: 6 saghe videoludiche che si sono rovinate negli anni

Squall FF8

Final Fantasy

Si potrebbe parlare ore della saga di Final Fantasy, ma visto che sia sul web che dal vivo sono state spese migliaia di parole in merito, e vista la lunghezza della saga, cercheremo di stringere e arrivare diretti al sodo. Final Fantasy non è più una bella saga.

Senza fare ipotesi premature sul prossimo capitolo, fino ad ora, la saga principale di FF si può definire rovinata oltre ogni misura possibile. So cosa state per dire, è colpa della trilogia di FFXIII, fino a prima andava tutto a gonfie vele! Ma vi posso dire con tranquillità che state sbagliando. Accecati dalla nostalgia e dal marketing pubblicitario Square, state dimenticando qualcosa di fondamentale. FFX faceva cagare.

Potrei chiuderla qui, ma mi permetterò un’analisi più approfondita per evitare che questo articolo appaia come un mero tentativo di attirare l’attenzione andando contro corrente.

Per la natura della serie, che cambia mondo, personaggi e storia ad ogni capitolo, e per la sua longevità, che l’ha portata a vivere diverse epoche videoludiche evolvendosi man mano, la saga di FF ha avuto diversi periodi di rottura con i suoi fan. Il primo è avvenuto con il quarto capitolo della saga, che si allontanava dalla semplicità dei suoi predecessori, per concentrarsi più sulle sue storie, per quanto classiche, che sul suo gameplay. Si allontana in qualche modo dall’essere una trasposizione del rpg classico fatto di dadi e grandi avventure sconnesse, e si avvicina di più a quello che verrà definito poi jrpg. La seconda rottura avviene con il settimo capitolo della saga, forse, il più famoso.

Il passaggio al 3D, riuscito meglio nel capitolo successivo, ma già affascinante -per i tempi- nel settimo, l’allontanamento da Nintendo in favore della Playstation e la struttura narrativa concentrata sui personaggi, vicina a quella degli anime del periodo, allontanano i fan dei tre precedenti capitoli, che si sentono profondamente traditi.

I tre capitoli per la playstation probabilmente quelli che hanno generato più controversie tra i fan di tutto il mondo. Se l’America ha preferito FF VII, il Giappone e parte dell’Europa paiono favorire sia il settimo che l’ottavo capitolo. Il nono invece, propone una visione d’insieme del periodo 2D e di quello 3D, unendo un character design più classico ad un’attenzione ai dettagli grafici in linea con il periodo, ed una storia che pur concentrandosi sui personaggi, ha dei chiari rimandi a quelle del periodo Nintendo. Forse per questo suo tenere un piede in due scarpe, il nono capitolo è quello meno apprezzato da tutti i fan del periodo. Personalmente trovo che FFIX andrebbe rivalutato e rigiocato, in quanto dopo gli ultimi capitoli usciti della saga, lo si potrebbe trovare più che affascinante.

La penultima rottura con i fan avviene nel 2001 con FFX per PS2. Il gioco manca chiaramente d’ispirazione, i personaggi sono piatti e irrealistici, il gameplay appare confuso e poco divertente, ma nonostante tutto, FFX riscuote un grande successo, ed è probabilmente assieme al 7, il capitolo più sfruttato commercialmente della serie. Questo perché Square capisce che buona parte del suo pubblico desidera solo la miglior grafica possibile e un mondo da esplorare, e che la trama, i personaggi ed il gameplay non sono lati fondamentali di un prodotto vendibile. Questo probabilmente accade anche perché in quel periodo storico, la sfida grafica tra le console inizia a pareggiare quella del PC, e moltissime saghe e titoli decidono di dare maggiore importanza all’aspetto visivo piuttosto che al gameplay. Square lo confermerà con FFX-2, forse il capitolo più ridicolo della saga.

L’ultimo punto di rottura con i fan avviene con l’uscita del primo capitolo di FF XIII, che dopo il fallimento del precedente capitolo, riprende buona parte di ciò che aveva imparato con FFX e lo ripropone in maniera ancor più esagerata. Il livello di gameplay è ai minimi storici, anche i combattimenti appaiono come una farsa se paragonati a quelli dei capitoli precedenti e la storia è in linea con gli anime del momento, priva di complessità, basata su personaggi stereotipati e con la necessità di una comicità forzata che interrompa qualsivoglia scena drammatica.

Lo sdegno continua con FFXIII-2 e poi con Lighting Returns, in cui vediamo un tentativo da parte del team di muoversi verso un gameplay più action, tradendo così contemporaneamente tutti i fan dei vecchi capitoli della saga.

Nella speranza che i prossimi capitoli riportino la saga ai fasti originari, intanto continuiamo a giocarci i vecchi capitoli, concedendoci di volta in volta una lacrima al pensiero di Squall, Terra, Gidan, Rinoa, Marsh, Cloud, Lenna e a tutti gli altri amici che ci hanno accompagnato in tutti questi anni nella nostra fantasia finale.

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Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari