Top: 6 saghe videoludiche che si sono rovinate negli anni

 

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Metal Gear

Certamente Metal Gear Solid è una delle saghe più citate ed amate di sempre. La sua storia, iniziata nel lontano 1987 su MSX2 ci ha regalato numerossissimi giochi di livello altissimo e con trame di livello quasi filmico. Purtroppo come tutte le cose anche la bella epopea di Solid Snake doveva finire, sopratutto perché Hideo Kojima, il creatore della saga voleva chiuderla a tutti i costi. Ci aveva provato col secondo capitolo, togliendo Snake di mezzo e dando lo scettro del protagonista al ben meno carismatico Raiden per poi tentare ancora in Guns Of The Patriot, capitolo colmo di fan service che urla continuamente “Ragazzi questo e l’ultimo capitolo, poi basta con Metal Gear!”. Purtroppo gli allegri produttori del gioco non la pensavano cosi ed hanno fatto uscire un quinto capitolo (solo in parte realizzato assieme al creatore della saga) che oltre a risentire della mancanza di un protagonista carismatico quanto il buon Solid Snake risente del cambiamento dello stile di gioco che nel tentativo di innovarsi diventa qualcosa di diverso dal gioco che abbiamo imparato ad amare. Inoltre in The Phantom Menace, il quinto capitolo, si sente la mancanza del deciso tocco di Kojima costretto a lavorare su questo gioco e poi licenziato da Konami. C’è poco da dire in realtà, un gioco facente parte di una delle migliori saghe videoludiche di sempre non può essere qualcosa più simile ad un gioco d’azione che ad uno stealth. Giocandolo ho rimpianto ognuno dei vecchi capitoli, invece quando ho scoperto che il nuovo capitolo di Metal Gear è già pronto e che ci sono gli zombie ho pianto e basta. A volte a spremere più del dovuto la gallina dalle uova d’oro si esagera!

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari